Consigli Giardinaggio

Orto in vaso: gli ortaggi più facili da coltivare in balcone e terrazzo

Ecco la lista degli ortaggi più adatti per la coltivazione in vaso nei vostri terrazzi e balconi, con alcuni consigli essenziali sia per la cura che per l'utilizzo gastronomico. Per approfondire seguite i link collegati.

1) Bieta da taglio (erbette) caratterizzata dalla sviluppo di grandi foglie con nervature bianche, gialle o rosse La semina può essere effettuata anche con elevate densità, lo sviluppo è rapido. Innaffiate i cespi alla base senza bagnare il fogliame per evitare l'insorgenza di malattie fungine

2) Bieta ibrida: caratterizzata dal particolore colore delle nervature fogliari (gialle e rosse). Le piante hanno una discreta vigoria,i cespi sono eretti e ben sviluppati. Come le precedenti, bisogna ridurre la competzione con le malerbe. Sono molto buone anche consumate crude.

3) Cicoria: pianta erbacea perenne, coltivata come annuale, evitando la fioritura. Le foglie sono di due tipi quelle lungo il fusto sono lanceolate, di forma diversa da quelle della rosetta basale.Ad ogni taglio il rizoma produce nuovi germogli. In cucina viene ampiamente impiegata nelle insalate sia cotte che crude.

4) Cetriolino parigino: il cetriolo è una pianta erbacea annuale rampicante, i fusti sono erbacei  e caratterizzati da una spiccata capacità rampicante. I frutti appaiono di forma e colore vario a seconda delle cultivars. Nel caso del cetriolo piccolo verde di Parigi, i frutti maturi si consumano anche crudi, e sono ottimi sott'aceto.

5) Indivia da taglio: caratterizzata da una fitta rosetta di foglie attorno al fusto raccorciato formando un cuore molto compatto. Due sono le varietà pi˘ importanti e coltivate, l'indivia scarola e l'indivia riccia, quest'ultima si differisce dalla prima per le sue foglie molto arricciate. Resistono abbastanza bene alle basse temperature. Si consumano come insalate.

6) Crescione inglese: si tratta di una pianta a ciclo annuale, facile da coltivare gli steli sono molto lunghi e sottili, le folgie sono di forma ovale e sottile. Si consumano le foglie e i fiori sia in insalata che in piadine nonchè in antipasti, basta che non venga cotto perdendo cosÏ le vitamine che ne è ricco.

7) Fagioli: sono piante coltivate per consumare i loro semi racchiusi in lunghi baccelli. Hanno una rapida crescita e dato che sono rampicanti, bisogna prevedere la presenza di una rete o grigliato. La sua coltivazione potrebbe svolgere anche un ruolo ornamentale data la sua capacit‡ avvolgente. Consumati sempre cotti per via della tossicit‡ della sostanza presente nei semi crudi.

8) Fragola rifiorente: rosacea caratterizzata da un grosso falso frutto molto ingrossato ed edibile. Si sviluppano numerosi rami (stoloni) necessari per la propagazione (talvolta anche invasiva). Teme la carenza idrica, va irrigata bene ma evitare il ristagno idrico. Produce frutti per tutta l'estate. La fragola Ë un ottimo frutto dissetante da accompagnare anche come dessert

9) Mais dolce ibrido: la coltivazione avviene come per il classico mais da granella, se coltivato nel vaso, Ë  meglio seminarlo in blocco e non su file, perchè l'impollinazione avviene grazie al vento. Si consuma nelle  insalate. 

10) Melanzana bianca a uovo: si tratta di una varietà caratterizzata da un frutto di medie dimensioni, dal sapore dolce; il suo aspetto Ë un po' curioso. Può essere coltivata in vaso ma state attenti a non provocare ristagni idrici, luoghi soleggiati ma un pÚ riparati. Analogamente alle altre melanzane, può essere consumata con la parmiggiana.

11) Peperoncini dolci o piccanti: sono piante erbacee perenni, ma se coltivate in zone fresche o temperate sono piante  annuali. Si coltivano anche in vaso, esigono un substrato soffice e ben drenato; evitare il ristagno idrico. Indispensabile il pieno sole. I peperoncini piccanti e dolci sono protagonisti di numerosissime ricette.

12) Pomodoro datterino: si tratta di una coltura che necessita di terreno ben concimato, teme i ristagni idrici. La pianta è molto vigorosa e produce molti frutti. Se curato e concimato, dà frutti fino alla fine dell'estate. In cucina, molto impiegati, anche per accompagnare la mozzarella e il basilico nelle fresche capresi estive!!!

13) Rapanello tondo: La semina si effettua direttamente nel vaso da fine inverno e per tutta líestate, quando il terreno inizia a scaldarsi; i terreni devono essere sciolti e ben drenati esposti al sole. Ci vuole un giusto equilibrio per l'acqua, ossia la necessita ma se troppa assistiamo ad una crescita eccessiva delle foglie. Tra una pianta e l'altra Ë necesario lasciare una distanza di circa 15cm.

14) Zucchette: esige un clima temperato caldo,il terreno migliore Ë quello di medio impasto, fresco e soffice,  senza ristagni d'acqua e ben dotato di sostanza organica, possono sfruttare la ringhiera del balcone data la loro capacit‡ rampicante. Utilizzate in numerose ricette

Erbe aromatiche in vaso e terrazzo: le 6 cose da sapere

Le erbe aromatiche sono graziose, fragranti e saporite, facili da coltivare persino in vaso. 

ESPOSIZIONE

Nonostante la loro origine, le aromatiche vivono bene anche nell'italia Settentrionale fino a circa 1000m d'altitudine. Tutte necessitano almeno 3-4 ore di sole al giorno tranne le diverse specie e varietà di menta che vivono bene anche all'ombra. Al sud vanno esposte a mezzo sole dato che le piante poste in vaso temono di più le temperature troppo alte, mentre a nord  l'esposizione giusta è sud-est o sud-ovest. Si adattano al pieno sole basilico, maggiorana e timo, a mezz'ombra possono essere coltivate aneto, lavanda, dragoncello, rosmarino, rucola e salvia mentre all'ombra soprattutto aromatiche annuali come menta, prezzemolo, cerfolgio, melissa erba cipollina. 

PROTEZIONE INVERNALE

Per quel che riguarda la protezione dal freddo, alcune come menta, maggiorana, finocchio selvatico e altre perdono la parte vegetativa all'approssimarsi del freddo, emettendo poi nuovi germogli in primavera mentre per altre come salvia, rosmarino lavanda ecc.. sono necessarie delle protezioni sia alla base della pianta che sulla parte vegetativa in tessuto-non tessuto. Tutto ciò, è riferito alle piante perenni, per quelle stagionali (origano) il problema non sussiste in quanto completano il loro ciclo vegetativo prima dell'inverno.

IRRIGAZIONE

In generale tutte le piante, ma in particolare queste, odiano gli eccessi idrici. Se coltivate in un contenitore, il migliore è quello in terracotta in quanto favorisce una rapida asciugatura del substrato. Il drenaggio (deflusso dell'acqua dopo le irrigazioni), dovrà essere impeccabile; per evitare che la terra ostruisca i fori del contenitore, è necessario coprirli con pezzi di coccio o conchiglie, inoltre il sottovaso va svuotato qualora esso sia colmo di acqua percolata.

SUBSTRATO

Il substrato ideale è un terriccio ghiaioso, calcareo e povero. Le perenni richiedono una periodica sostituzione del terriccio, le più giovani vanno rinvasate ogni 2 anni. Durante il  periodo estivo ogni 20 giorni va somministrato concime liquido universale.

POTATURA

Le piante che hanno raggiunto dimensioni arbustive (rosmarino, salvia, mirto, alloro) vanno potate ogni anno prima della ripresa vegetativa eliminando rami secchi o danneggiati.

MOLTIPLICAZIONE

La moltiplicazione delle piante aromatiche viene solitamente effettuata in primavera e può avvenire mediante due tecniche differenti, semina o talea.

La SEMINA è consigliata per piante annuali, viene fatta in vasetti contenenti terriccio miscelato a sabbia di fiume. Poi, dopo il germogliamento, quando le piantine hanno 4 foglioline sane, vengono trapiantate in un nuovo vaso profondo con terriccio fertile e leggero. Va tenuto al riparo dal pieno sole fino al loro irrobustimento.

TALEA: Ideale in primavera, per le specie arbustive e cespugliose, i rami sono lignificati. Vanno scelti i rami migliori, sani, e forti. vanno tolte le foglie basali, poi devono essere posti in un vaso di terracotta con terra torbosa o sabbiosa, innaffiare delicatamente e mantenere umido il terreno per i giorni seguenti, pur favorendo il drenaggio. Fioriranno dopo 2 anni.

GIRASOLE: COLTIVAZIONE, UTILIZZI E CURIOSITA'

Girasole, Helianthus annuus

Il nome "Helianthus" deriva da due parole greche: ‘helios’, sole, e ‘anthos’, fiore, in riferimento alla peculiare rotazione del capolino in direzione del sole, (eliotropismo) mentre il nome specifico, ‘annuus’, indica il ciclo biologico annuale proprio del girasole comune, che lo distingue dalle altre 100 specie erbacee che appartengono allo stesso genere; fa parte della famiglia delle Asteraceae.

Caratteri botanici

Il girasole comune è una pianta annualedi grande sviluppo, con lunga radice a fittone su cui sono inserite quelle laterali; per questo teme i trapianti che potrebbero ledere l'apice radicale, essenziale per la sua stabilità. Le foglie sono ruvide in entrambe le pagine, lungamente picciolate, assumono forme diverse a seconda della posizione: opposte fino al secondo o terzo paio, si alternano sul resto del fusto. Il fusto può raggiungere notevoli altezze, il culmo è eretto in fase di sviluppo e si incurva poi a maturità sotto il peso dell'infiorescenza. L'infiorescenza, propriamente detta calatide, è caratterizzata esternamente da una corona di fiori sterili (impropriamente considerati dei petali), entro cui si inseriscono tutti gli altri fiori più piccoli, fertili ed ermafroditi,con un numero totale variabile da 500 a 3.000. Il periodo di fioritura va da giugno a settembre.

In seguito alla fecondazione, affidata agli insetti, si forma un frutto secco indeiscente, detto achenio e comunemente chiamato ‘seme’, di dimensioni e forma variabili, il cui contenuto in olio rappresenta in media il 40-50% del peso totale.

Eliotropismo

Il fenomeno dell’eliotropismo, è tipico, ma non esclusivo, del girasole. Il movimento del fiore o della giovane foglia da est verso ovest per tutto il corso della giornata, è dovuto allo spostamento di alcuni ormoni dal lato esposto alla luce a quello che rimane in ombra; essi modificano la quantità d’acqua contenuta nelle cellule, facendone espandere alcune e rimpicciolire quelle contrapposte. Questo fenomeno riguarda solo le giovani foglie e l'infiorescenza in fase di sviluppo, cessa alla fioritura.

Coltivazione 

La semina avviene su di un terreno pesante, ben lavorato, fertile e irrigato in aprile nelle regioni continentali, a giugno in quelle alpine e a marzo in quelle meridionali. Ama gli ambienti caldi, con una temperatura minima tra i 12° e i 14° e non gradisce gli abbassamenti di temperatura fuori stagione; teme i ristagni idrici. Considerando l'elevata altezza di alcuni ibridi, è consigliabile fornire supporti solidi per resistere alla forza dal vento, particolarmente dopo l’aumento di peso creato dalle corone fiorifere. La grandine può causare danni notevoli durante tutto l'arco del ciclo vegetativo determinando malformazioni al fusto, lacerazioni alle foglie e la caduta dei semi a maturità. Per favorire un buono sviluppo del fiore, si consigliano annaffiature nel periodo di sviluppo e occasionali concimazioni potassiche.

Utilizzo

A livello mondiale, detiene il secondo posto, dopo la soia, tra le piante oleaginose; in Italia è coltivato soprattutto nelle regioni centrali. I semi sono impiegati per produrre l'olio usato in cucina come condimento delicato, oppure possono essere consumati anche nelle insalate o per arricchire altri alimenti. L'olio è utile nella prevenzione dell'arteriosclerosi per il suo contenuto di grassi insaturi I germogli chiusi, teneri e ancora privi di peluria, si mangiavano bolliti e passati al burro, oppure grigliati; le foglie e i fiori in passato, erano indicati per curare malattie della gola o polmonari. Dai petali si estrae un olio essenziale utile  nella cura della malaria e della febbre in caso di tubercolosi polmonare.

Girasole ornamentale

Le piante ramificate e policefale con corone in vari colori, sono ideali per la produzione di fioriture ornamentali. I colori e il portamento dei nuovi ibridi da giardino comprendono non solo tonalità del tutto nuove (dal bianco al giallo tenue e all’ocra rosato fino a gradazioni accese di arancio, rosso, bordeaux e marrone), ma anche forme insolite con petali semidoppi, doppi e a pompon, oppure con il disco centrale in diverse tonalità di giallo, arancio o cacao.

IL TEMPO DEL RACCOLTO

Da giugno in poi l’orto comincia a produrre generosamente: ecco come curarlo e come assicurarsi una ricca riserva di sapori per l’estate.

Con l’allungarsi delle giornate, e il caldo crescente, l’orto entra in una fase di produzione intensiva: osservare la metamorfosi che ogni giorno avviene sulle piante è uno dei grandi piaceri che l’orticoltore ha ogni mattina quando posa lo sguardo sulle verdure... che sembrano essere cresciute moltissimo anche in una sola notte! E infatti più o meno è quello che accade: in questo momento il consumo energetico è al massimo livello, e le piante ortive richiedono quindi molta attenzione.

Non è certo il periodo migliore per abbandonare l’orto, neppure per un giorno: è molto probabile che la fornitura di acqua, se non è assicurata da qualche occasionale temporale, debba essere quotidiana. In estate l’acqua è assolutamente indispensabile per le piante da orto, che hanno radici superficiali; ne devono assorbire tantissima, soprattutto se si desiderano ortaggi teneri e a crescita veloce. Se l’acqua scarseggia, le verdure saranno dure, fibrose o farinose e asciutte.

Bagnate verso sera o al mattino presto, quando la terra non è calda, per evitare shock termici. Irrigando la sera, le piante rimangono fresche per tutta la notte e affrontano meglio la calura del giorno successivo. Molto dipende anche dalla temperatura dell’acqua a disposizione: se è acqua di pozzo o di acquedotto, sarà fredda, quindi meglio bagnare di notte o di mattina presto; se è di botte (a temperatura ambiente), va bene anche per l’irrigazione pomeridiana o serale. Su terreni sabbiosi, che non trattengono l’acqua, è meglio bagnare poco e spesso; su quelli pesanti o argillosi si può distanziare l’intervento fino a 5-6 giorni, se non fa caldo.

Cocomero, melone, zucchina, zucca, pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo, lattuga e insalate in genere, finocchio, sedano, fagiolini e fagioli sono gli ortaggi con maggiori esigenze idriche. Attenzione: i pomodori non vanno innaffiati molto quando sono ormai maturi, altrimenti si gonfiano e si spaccano.

La modalità di somministrazione migliore è l’infiltrazione laterale: si riempiono d’acqua, mediante la canna o l’irrigatore per aspersione (con ugelli che lasciano uscire un piccolo getto d’acqua che va a bagnare solo il terreno nei pressi delle piante) i solchi ai lati dei quali sono coltivati gli ortaggi.

NUTRIMENTO REGOLARE

Un’altra cura importante per l’orto estivo è la concimazioneogni ortaggio ha precise esigenze e alcuni, come pomodori e melanzane, non possono fare a meno di nutrimento per tutta la fase di crescita, e particolarmente adesso, in giugno, quando sono in un ciclo di rapido sviluppo. Preferite i prodotti organici e biologici per conservare alle piante un regime di crescita basato su criteri di ecosostenibilità.

...e i parassiti? È proprio in questo mese che si fanno notare maggiormente le infestazioni di parassiti, favoriti dal clima mite ma ancora non troppo arido e dalla grande quantità di cibo che hanno a disposizione. Se non siete certi di aver capito qual è il problema che affligge i vostri ortaggi, prelevate dei campioni delle parti colpite e fatevi consigliare dall’esperto del vostro garden center, per scegliere un prodotto idoneo, preferibilmente di matrice biologica.

Oggi esistono molte linee di antiparassitari ammessi in agricoltura biologica, che combattono gli insetti con estratti del fiore di piretro (ottimo contro afidi e insetti simili) o con Bacillus thuringiensis, un batterio efficace contro le larve di lepidotteri defogliatori. Non dimenticatevi di controllare con cura il tempo di carenza: è l’intervallo che deve passare dal giorno in cui avete somministrato l’antiparassitario al momento in cui mangerete gli ortaggi. Nel caso di antiparassitari biologici, questo tempo è breve, e l’ortaggio non porterà in tavola che il suo ricco sapore, genuino e “pulito”.

COME NON FAR MONTARE A SEME GLI ORTAGGI

La produzione di semi, che avviene in estate, fa perdere qualità agli ortaggi e riduce produzione. Il processo, innescato da cambiamenti nella lunghezza delle giornate e da variazioni nel regime delle irrigazioni, inizia molto prima che l’ortaggio sia pronto per il raccolto, e non può essere fermato. In giugno, con i primi caldi, molte produzioni orticole primaverili vanno incontro a questo problema.Le colture come lattuga, rapanelli e s pinaci iniziano a fiorire a giugno quando le giornate si allungano, quelle seminate in primavera vanno a seme in estate: occorre assicurarsi un buon raccolto prima che questo accada. Un metodo di prevenzione consiste nel mantenere costante l’umidità nel terreno: i suoli aridi incoraggiano la produzione di semi, soprattutto in cavolfiori, rucola e spinaci. Aspettate che la temperatura sia stabile per seminare le specie sensibili al freddo, come rape, indivia e bietole da coste. Seminate precocemente in serra cipolle, barbabietole e cavolo, per trapiantarli quando il clima è mite. Attenzione alle cipolle, che diventano sensibili a un certo stadio di crescita: seminatele a fine estate per trapiantarle in autunno, in modo che non raggiungano lo stadio critico prima dell’inverno e non vadano a seme in tarda primavera. A metà inverno somministrate 70-100 g per mq di nitrato di calcio: una carenza di azoto può favorire la produzione di semi nelle cipolle piantate in autunno. Ricordatevi infine che le cipolle rosse sembrano più suscettibili ad andare a seme di quelle bianche o dorate.

IL BENESSERE REGALATO DAGLI ORTAGGI ESTIVI

fiori di zucca vengono prodotti in quantità da giugno in poi. Ottimi in tante ricette diverse, contengono molta vitamina A, sono diuretici e rinfrescanti, sono molto digeribili e decorano piacevolmente i piatti con il loro colore vistoso. I peperoni verdi sono tradizionalmente i più dolci e delicati, e anche più digeribili persino da crudi. Tutti i peperoni sono un ottima fonte di vitamina C. Uno studio anglo-danese pubblicato su un’autorevole rivista medico-scientifica consiglia il regolare consumo di carote come prevenzione ai tumori: infatti questi ortaggi risultano contenere un composto con azione anticancerogena, il falcarinolo. La carota è indicata anche per combattere i problemi agli occhi come la cataratta.

UN RACCOLTO ABBONDANTE? ECCO COME CONSERVARLO

In piena estate i pomodori si possono seccare: si tagliano a metà, si salano leggermente e si lasciano sgocciolare un paio d’ore in uno scolapasta e si pongono su un asse di legno a faccia in su al sole, ritirando l’asse di notte. Dopo una settimana si rivoltano e via proseguendo per un mese intero. Si possono riporre in un barattolo di vetro da conservare al fresco e al buio, oppure mettere sott’olio con erbe, sale e spezie. I peperoncini, con il loro picciolo, si seccano al sole, su assi di legno. Dopo 20 giorni si ripongono in barattoli di vetro o si infilzano con ago e filo (attraverso il calice verde) a formare una “collana” da appendere in cucina. Agli e cipolle si fanno asciugare al sole per due settimane, poi si conservano in trecce oppure adagiati a testa in su in cassette di legno in cantina o in magazzino, purché freschi e bui.

Sempre validi sono anche i diversi metodi di trasformazione: la passata di pomodoro (o il concentrato); la conservazione sott’aceto o sott’olio (previa scottatura in acqua e aceto bollente) con aggiunta di erbe e spezie; le salse (scottate in acqua e aceto le verdure mondate e pulite, passatele al passaverdura o con il frullatore a immersione, fatele ritirare sul fuoco e, quando hanno raggiunto consistenza cremosa, mettetele in vasetto).

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