Piccoli Animali

LE PIANTE IN ACQUARIO

LE PIANTE IL POLMONE DELL’ACQUARIO
Le piante sono un elemento molto importante per il buon funzionamento dell’acquario perché svolgono diverse funzioni vitali. In particolare, sono essenziali per mantenere il ciclo biologico dato che assimilano sostanze di scarto come i rifiuti organici dei pesci o i residui del cibo e, in combinazione con altri microorganismi, li metabolizzano ottenendo il loro stesso nutrimento. Tuttavia, per avere la massima efficacia dall’attività delle piante acquatiche, è fondamentale considerare il rapporto quantitativo piante/pesci, una vasca con molti pesci e poche piante presenterà sempre più problemi di deterioramento qualitativo dell’acqua. Quindi, si deve mantenere una relazione tra i due gruppi dove proporzionalmente la quantità di piante sia maggiore di quella dei pesci. Un acquario di 80 litri con una dimensione di cm 65 x 35 x 35 può ospitare almeno 10 gruppi di piante, questa situazione è quanto di più vicino ad un sistema autosufficiente in acquario si possa creare, purché la quantità di pesci sia limitata. Negli ecosistemi acquatici le piante sono definite produttori primari perché producono sostanza organica da elementi inorganici con l’aiuto di una fonte di energia: la luce. La fotosintesi è un processo vitale che le piante apportano in un acquario. Durante questo processo di fotosintesi, le piante trasformano l’anidride carbonica (elemento inorganico) in glucosio (materia organica) con l’aiuto dell’energia della luce e con la mediazione della clorofilla.

Le piante acquatiche rappresentano da sempre un elemento importante per l'acquario, con il passare del tempo ne sono diventate la parte fondamentale e attualmente viene data loro una grande importanza per i numerosi benefici che producono nella vasca, oltre ad essere esteticamente decorative. Sempre più frequentemente le piante occupano, per importanza, una posizione preminente in acquariofilia, quella che in passato era rappresentata dai pesci, ne deriva una tendenza a scegliere il paesaggismo acquatico dove i pesci diventano semplici elementi decorativi , come un tempo lo furono le piante, a scapito dell’acquario tradizionale. Le piante che si trovano normalmente nei negozi non sono tropicali ma subtropicali, sono cioè in grado di sopportare le elevate temperature alle quali l’acquario è esposto soprattutto durante la calura estiva. Attualmente, la maggior parte di loro viene coltivata in vitro e, anche se non conservano tutte le loro caratteristiche originali, con questa tecnica di coltura diventano molto più robuste e resistenti.

LA LUCE
Ci sono vari fattori importanti da tenere in considerazione quando ci si riferisce alla luce: l'intensità, la temperatura di colore (espressa in gradi Kelvin) e la quantità di ore di luce al giorno che è necessaria al nostro acquario.
● Intensità: non tutte le piante hanno bisogno della medesima intensità di luce, tuttavia possiamo affermare che, mediamente, il rapporto corretto varia da ½ Watt ad 1 Watt per litro d’acqua. ● Temperatura di colore: secondo gli standard attuali dovrebbe variare tra 4.800 K° - 10.000 K° per l'acqua dolce e tra 12.000 K° - 18.000 K° per quella salata. ● Quantità di ore di luce necessaria per l’illuminazione dell’acquario: dovrebbe essere compresa da un minimo di 8 ore ad un massimo di 12 ore in funzione delle piante che decidiamo di mettere nell’acquario e dell’intensità luminosa a disposizione. Si può illuminare un acquario con i sistemi tradizionali, sia con lampade fluorescenti tipo T-8 e T-5 sia con PL a basso consumo, entrambi hanno le giuste caratteristiche per il tipo di acquario che si desidera allestire.
Attualmente sono a disposizione i sistemi di illuminazione a “LED” che offrono alcuni vantaggi rispetto a quelli tradizionali, innanzitutto il basso consumo che rappresenta una caratteristica molto importante al giorno d’oggi, inoltre il sistema LED ha un coefficiente di penetrazione della colonna d’acqua migliore dei sistemi tradizionali perciò ha una maggiore efficienza luminosa con meno potenza. Dobbiamo anche tener presente che l’efficienza luminosa dei sistemi tradizionali (fluorescenti) perde d’ intensità con l’andar del tempo e quindi le lampade devono essere periodicamente sostituite, la loro durata varia mediamente da 2000 a 5000 ore che, si suppone, sia un periodo di tempo tra 8 mesi e 2 anni secondo le ore giornaliere di luce utilizzate, il sistema LED garantisce l’efficienza d’illuminazione della durata di 10 anni, a meno che non lo si debba cambiare per altre ragioni, e questo fa la differenza.

Il sottofondo è un elemento essenziale per quasi tutti gli acquari erborati perché condiziona lo sviluppo sia della vegetazione sia della fauna in base alla scelta dei materiali. Nel fondo dell’acquario si devono mettere principalmente due componenti: la sabbia (o ghiaia) come supporto per fissare le piante e al di sotto di essa il substrato nutritivo che fornisce la quantità di nutrienti necessari al buon mantenimento delle piante stesse.

Esistono due fattori importanti per un buon sviluppo delle piante in acquario: piantumazione e collocazione. Prima di tutto è importante piantarle correttamente. Dobbiamo considerare che ogni volta che inseriamo una specie vegetale nell’acquario facciamo un trapianto per il quale dobbiamo seguire alcune regole affinché la pianta poi metta radici resistenti. Lo schema mostra come preparare le piante che si desidera inserire nella vasca tenendo conto che non c’è differenza con il trapianto in vasi, cambia soltanto l’ambiente.
1. Secondo la situazione della pianta a disposizione, accorciare leggermente le talee o le radici nel caso di piante intere. 2. Fare un buco nella sabbia, introdurre le talee o le radici delle piante e assicurarsi che siano ben ricoperte di sabbia. 3. Le talee o le radici non devono essere piegate o sporgere dalla sabbia, quindi assicurarsi che rimangano ben dritte. 4. Non collocare mai le piante con le radici troppo in fondo e nemmeno troppo in superficie, coprire solamente l'attacco delle radici con la sabbia assicurandosi di non interrare anche le foglie.

COLLOCAZIONE DELLE PIANTE IN ACQUARIO
La collocazione delle piante è molto importante per il loro sviluppo perché le rispettive esigenze differiscono da pianta a pianta soprattutto in funzione dell’illuminazione, non si possono mettere piante che abbisognano di molta luce accanto ad altre che ne vogliono meno. Altra considerazione da fare è la crescita, alcune piante crescono più delle altre, non è logico mettere in primo piano nella vasca una pianta che si sviluppa molto perché coprirebbe la vista del resto dell’acquario. Si possono suddividere le piante acquatiche in tre gruppi: 1° Piante a bassa crescita oppure piante tappezzanti che denominiamo “Piante da primo piano”. 2° Piante a crescita media che denominiamo “Piante da piano di mezzo”. 3° Piante ad alta crescita che denominiamo “Piante da sfondo”.

COME ALIMENTARE I PESCI

Alimentare i pesci nel nostro acquario non è solamente una necessità ma anche un momento felice per poterli vedere tutti insieme, osservare il loro comportamento e i particolari del loro corpo come ad esempio le pinne, insegnare ai bambini le abitudini di ogni specie di pesce. Al momento dell’alimentazione escono dai nascondigli tutti i pesci, anche quelli più timidi, così chi li guarda può controllare il loro stato di salute. Ogni specie ha un proprio modo caratteristico di mangiare e di reagire di fronte al cibo. In questa guida spieghiamo come alimentare correttamente i pesci nell’ambiente in cui vivono e l’importanza dei singoli elementi contenuti nei mangimi, per garantire loro un sano ed efficace nutrimento.

I PESCI

I pesci che ospitiamo nell’acquario sono riprodotti normalmente in cattività, molto raramente sono catturati in natura. Per questo i pesci che acquistiamo nei negozi sono abituati ai mangimi industriali secchi e non è necessario alimentarli con mangimi vivi. È fondamentale conoscere l’origine dei nostri ospiti dell’acquario per dare loro il giusto equilibrio biologico e farli vivere il più a lungo possibile in buona salute. La maggior di parte di loro proviene dall’Asia, America meridionale e Africa. Se conosciamo la loro provenienza, possiamo determinare il valore pH, GH, KH dell’acqua e riprodurre così un habitat ideale in funzione delle loro esigenze. Altra cosa importante è sapere che non tutte le specie possono convivere senza problemi, questo è dovuto generalmente alle condizioni dell’acqua (differenza di pH o durezza carbonatica) o, più spesso, al loro livello di aggressività.

I pesci tropicali asiatici sono originari della zona che si estende dal sud della Cina e India fino all’Indonesia e Iran, in pratica quest’area comprende tutto il sud est- asiatico. Da qui provengono le più numerose specie di pesci fornite a tutto il mondo dell’acquariofilia.

I pesci tropicali sudamericani sono originari principalmente dalla zona amazzonica ma sono distribuiti in buona parte anche in una vasta area che va dal nord dell’America latina fino all’Argentina e comprende tutta la zona tropicale e subtropicale del continente sudamericano.

Le specie tropicali africane non sono molte ma forniscono all’acquariofilia la maggior parte dei ciclidi. Sono pesci molto belli per i loro vivaci colori e facili da riprodurre in cattività. Moltissimi sono gli acquariofili che si appassionano a questa specie per le grandi soddisfazioni che danno. I ciclidi africani non hanno particolari esigenze di acqua, in pratica possono vivere bene con la sola acqua di rubinetto. Provengono principalmente dai grandi laghi: Malawi, Tanganica, Victoria ma la loro specie si estende dalla zona desertica del Sahara fino al nord del Sudafrica.

QUANTI PESCI POSSO METTERE NEL MIO ACQUARIO?

Una buona relazione pesci / volume d’acqua è 1 cm di pesce per litro d’acqua, naturalmente minore è la densità di pesci in acquario meglio vivono. È fondamentale preparare un habitat adeguato cercando di riprodurre un biotopo il più simile possibile alle condizioni naturali, perciò è molto importante che tutti gli acquari abbiano acqua ben preparata, un filtro adeguato al volume dell’acquario e piante vere (non di plastica!) affinché il ciclo biologico nell’acquario funzioni nel modo giusto.

Il filtro è la parte più importante, quasi vitale, dell’acquario: più efficiente è il filtraggio migliore sarà il funzionamento della vasca e di tutti i suoi elementi. L’efficienza del filtro è dovuta principalmente al tipo e alla qualità dei materiali filtranti, per questo PRODAC INTERNATIONAL offre una vasta gamma di materiali specifici per ogni tipo di sistema filtrante e per ogni tipo di acquario.


Le piante in acquario non hanno solo una funzione estetica e di arredamento, esse arricchiscono l’acqua di ossigeno e contribuiscono a mantenerla su valori ottimali per la vita dei pesci. Grazie alla sua esperienza pluridecennale, PRODAC INTERNATIONAL ha sviluppato una ricca gamma di fertilizzanti liquidi e di terricci per il substrato.
La sola acqua di rubinetto è assolutamente inadeguata per l’acquario perciò è fondamentale l’uso di prodotti che eliminino il cloro e i metalli pesanti. AQUASANA è un biocondizionatore che rende l’acqua di rubinetto perfetta per l’acquario perché elimina tutti gli elementi inquinanti. Una volta allestito l’acquario è necessario renderlo biologicamente attivo con l’aggiunta di batteri altrimenti rimane “sterile” e quindi inadatto a ricevere i pesci. NITRIDAC è una coltura di batteri liquidi che servono a mantenere viva la colonia batterica nel filtro e nell’acqua. Questi batteri nitrificanti contenuti in NITRIDAC sono benefici perché aiutano la decomposizione dei nitriti e li trasformano in nitrati riducendo così l’ammoniaca e i fosfati.

Sono mangimi specifici per ogni varietà di pesci con ingredienti scelti per nutrire ogni specie.
Nel loro habitat le varie specie di pesci si alimentano in modo diverso, i pesci possono essere onnivori, erbivori o carnivori. Molti tipi di pesci in natura si nutrono di piante o alghe (per esempio i Ciclidi, Loricadi o Poecilia), altri preferiscono le proteine animali come i predatori (carnivori) per i quali la carne è un alimento perfetto. Attualmente si trovano vari mangimi che offrono una dieta già bilanciata e che contengono elementi importanti come farina di pesci, vegetali, sali minerali, oligoelementi e vitamine.
Gli ingredienti principali sono costituiti dai vegetali contenenti: carotene che favorisce la colorazione dei pesci, gli spinaci che contengono molti sali minerali, farina di pesce e molluschi che rinforzano l’organismo dei pesci e ne sostengono la crescita, inoltre tutti i pesci hanno bisogno di proteine, fibre, grassi, carboidrati, oligoelementi e vitamine. Una buona e corretta alimentazione con prodotti di prima qualità è alla base della vitalità dei pesci e della loro resistenza alle malattie.

ELEMENTI DELL’ALIMENTAZIONE


CARBOIDRATI Sono i composti organici più abbondanti in natura. Agiscono come “combustibile” biologico perché non solo forniscono energia immediata alle cellule ma formano anche una riserva di energia. I carboidrati o glucidi sono immagazzinati nella maggior parte delle molecole dei vegetali e sono una continua fonte di energia.


PROTEINE Sono principalmente composti di amminoacidi. Le proteine si decompongono durante la digestione in amminoacidi e sono assorbiti dall’organismo diventando sostanze nutritive che aiutano lo sviluppo della massa muscolare. Un cibo ricco di proteine è un alimento che ha una carica energetica molto alta e importante per i pesci. Esistono proteine di origine animale e vegetale, i pesci erbivori per esempio hanno il tratto intestinale molto fino e lungo (come i Loricaridi) e hanno bisogno di proteine vegetali. Ecco una delle ragioni per le quali i pesci devono essere alimentati secondo le loro specifiche esigenze.


OLIGOELEMENTI Sono bioelementi presenti in piccole quantità in tutti gli organismi viventi, sono comprimari di molti enzimi che interagiscono nella reazione chimica del metabolismo dei pesci.


SALI MINERALI Sono indispensabili per la crescita e l’irrobustimento dello scheletro dei pesci.


FIBRE Pur non avendo un valore nutritivo sono tuttavia indispensabili per mantenere una buona attività intestinale.


VITAMINE Tutte le varietà di cibi devono contenere le vitamine che sono elementi vitali per la crescita. La vitamina A è un nutriente fondamentale, favorisce lo sviluppo e rafforza la vista dei pesci, aiuta la fertilità e la salute della pelle. La vitamina C è molto importante per lo scheletro, rinforza il sistema immunitario dei pesci e aumenta notevolmente le difese immunitarie contro gli attacchi dei parassiti delle branchie. La vitamina C è presente negli alimenti di PRODAC INTERNATIONAL in forma stabilizzata per evitarne l’ ossidazione a contatto con l’aria. La vitamina D3 aiuta ad assimilare il calcio e il fosforo che sono elementi fondamentali per il buono sviluppo dello scheletro e sostiene la longevità. La vitamina E funziona come stimolante ormonale per i pesci agendo anche come antiossidante.

Bisogna alimentare i pesci tutti i giorni in proporzione alla quantità di animali presenti in acquario e alla loro dimensione. Una buona regola è somministrare, due o tre volte al giorno, una quantità di mangime tale che i pesci la consumino in un tempo che va dai tre ai cinque minuti. Se in questo tempo il mangime non fosse stato consumato significa che ne è stato somministrato troppo quindi, alla somministrazione seguente, bisogna ridurre la dose. Una quantità eccessiva di mangime può deteriorare la qualità dell’acqua perché aumentano i nitriti che provocano danni irreparabili al pesce causandone anche la morte. Sempre lo stesso cibo? No, è molto importante variare la dieta. Per esempio alternare il mangime TROPICAL FISH FLAKES con COLOR, alimento che incrementa il colore dei pesci, o con BIOGRAN mangime base granulare o con mangimi liofilizzati come TUBIFEX o BLOODWORMS.
PESCI DIVERSI MANGIANO IN MODO DIVERSO Il modo di alimentarsi dei pesci avviene in tre diversi livelli d’acqua:
pesci che mangiano in superficie e che normalmente hanno la bocca rivolta verso l’alto,
pesci che mangiano a livello medio e che normalmente hanno la bocca davanti al muso,pesci che mangiano sul fondo e che hanno la bocca rivolta verso il basso.

 

 

 

FIENO PER CONIGLI: COME SCEGLIERLO

Il fieno è l’alimento più importante per i conigli nani, e da esso dipende la loro salute

Coniglio: dieta e salute

Una dieta corretta è fondamentale per la salute del coniglio: la stragrande maggioranza dei problemi di salute dei conigli da compagnia sono infatti causati da alimenti inappropriati. I conigli sono erbivori, e in natura consumano una dieta ricca di fibra e povera di carboidrati e di grassi: erba, piante di campo, foglie, germogli. La fibra è indispensabile al benessere del coniglio: stimola la motilità intestinale e favorisce lo sviluppo di una flora batterica benefica che protegge dalle infezioni intestinali e quindi da problemi di diarrea; permette un adeguato consumo dei denti prevenendo i problemi di malocclusione, lo tiene impegnato perché richiede una masticazione prolungata, impedendogli di annoiarsi e sviluppare problemi di comportamento. Inoltre previene l’obesità, che causa molti problemi di salute e accorcia la vita del coniglio.

Fieno per conigli nani: quanto è importante nella dieta?

Dicevamo, quindi, che i conigli sono erbivori stretti: questo significa che la loro alimentazione deve essere basata su alimenti di origine vegetale.

Per capire quale sia il modo ideale e più sano per alimentare il nostro coniglio è pensare alla sua vita in natura, dove l’erba di prato è il suo alimento naturale. L’alimentazione del coniglio nelle nostre case dovrà ricalcare quanto più fedelmente possibile quella naturale, per evitare obesità e problemi di salute che possono presentarsi in tutta la loro gravità anche dopo anni di apparente benessere.

Sempre più gli studi scientifici ci dimostrano quanto una dieta ancestrale, cioè più prossima alle abitudini alimentari originali dei nostri animali da compagnia, sia salutare e benefica per la loro salute.

L’alimento migliore che possiamo offrire ai nostri conigli è quindi sicuramente l’erba di prato polifita con particolare preferenza alle graminacee ma in mancanza di erba fresca l’alimento principale è il fieno, ovvero l’erba essiccata, che deve essere lasciato sempre a disposizione in quantità illimitata. L’importanza del fieno risiede nel fatto che nessun altro alimento da solo è in grado di fornire una quantità di fibre lunghe sufficiente a mantenere una buona funzionalità intestinale: le fibre lunghe contenute nel fieno stimolano la contrazione dei muscoli dell’intestino mantenendo una buona motilità e prevenendo la stasi gastrointestinale. Un altro vantaggio del fieno è la sua funzione abrasiva sui denti. Infatti i denti dei conigli sono in continua crescita ma si consumano regolarmente masticando materiali fibrosi e piuttosto coriacei. Considerare il fieno solo come un alimento secondario è assolutamente sbagliato. Il fieno deve costituire la base dell’alimentazione del coniglio, integrata con una buona dose di verdura, e una giusta razione di pellet.

Questi sono, quindi, gli alimenti migliori, i più adatti alla sua fisiologia. Gli forniscono tutto ciò di cui ha bisogno:

  • Contengono sali minerali, compreso il calcio, per rafforzare le ossa
  • Sono ricchi di fibra, che fa funzionare bene l’intestino e nutre i batteri benefici, ostacolando quelli dannosi
  • Richiedono una masticazione prolungata, per cui permettono un consumo ottimale dei denti, e tengono impegnato a lungo il coniglio, impedendogli di annoiarsi e di sviluppare problemi di comportamento
  • Sono poveri di grassi, e prevengono l’obesità
  • Sono poveri di carboidrati, per cui ostacolano lo sviluppo di batteri pericolosi

Dieta del coniglio: composizione ideale

Da quanto sopra spiegato risulta chiaro che il fieno dovrà essere la base dell’alimentazione del coniglio: base proprio anche in senso figurato, se osserviamo la piramide alimentare del coniglio così come presentata dal sito rabbit.org, fonte di ispirazione per una corretta alimentazione del coniglio nano. Quindi cosa dobbiamo dare al nostro coniglio:

  • Fieno per conigli nani di buona qualità: rappresenta quasi il 70-80% della dieta quotidiana del coniglio nano
  • Al secondo posto troviamo le verdure fresche
  • Al terzo posto il pellet di buona qualità, che deve rappresentare il 5% – 10% della dieta giornaliera
  • All’ultimo posto, troviamo gli snack (intesi come frutta, fiori, mix di erbe, ecc)

Piramide alimentare coniglio nano

Da cosa è composto il fieno per conigli nani?

È chiaro a tutti noi, che in natura con il susseguirsi delle stagioni, cambia la composizione della natura che ci circonda. È quindi facile comprendere come la composizione del fieno, e le sue caratteristiche, varino notevolmente durante il susseguirsi delle stagioni.

Forse è meno immediato comprendere che il fieno non possa essere prodotto durante tutto l’anno: esso infatti viene sfalciato solamente nel periodo che va da maggio a settembre –  ottobre, circa. Di conseguenza, è facile comprendere come il fieno che possiamo trovare durante il periodo invernale, sia probabilmente quello raccolto a fine estate, ed è di conseguenza facile capire come le caratteristiche del fieno “invernale” siano naturalmente differenti da quelle del fieno raccolto da poco.

In generale possiamo dire che la composizione del fieno varia a partire dal primo taglio, fino ad arrivare all’ultimo taglio estivo: nel primo taglio sono molto più abbondanti le graminacee, ricche di fibra. Mentre nei tagli successivi aumenta la presenza di leguminose, quali l’erba medica, più ricche di proteine. In generale possiamo dire che un fieno per conigli nani di buona qualità deve essere un fieno di prato polifita cioè costituito da molte essenze. Da evitare assolutamente il fieno costituito da una sola essenza, poiché potenzialmente carente di alcuni nutrienti, o troppo ricco di altri. È ad esempio una abitudine sbagliata alimentare il coniglio con fieno di sola erba medica perché troppo ricco di proteina e di calcio.

L’erba medica è una leguminosa molto nutriente, ricca in proteine e calcio, che si trova in vendita anche separatamente in piccoli pacchi o in compresse o bastoncini. Non deve essere considerata un normale fieno e non deve essere lasciata sempre a disposizione del coniglio. Può essere somministrata, assieme agli altri alimenti, ai cuccioli o alle femmine in gestazione o allattamento e ai conigli angora, ma deve essere molto limitata, se non eliminata del tutto in esemplari adulti o con particolare predisposizione allo sviluppo di calcoli renali o della vescica.

Viceversa, è davvero difficile definire l’esatta composizione di un fieno, e stilare un elenco di tutte le possibili essenze erbacee presenti, è più che altro un esercizio di stile, visto che come dicevamo poc’anzi, la composizione del prato varia di taglio in taglio

Come valutare la qualità di un fieno per conigli nani?

Abbiamo fino ad ora parlato dell’alimentazione del coniglio e di quanto il fieno ne sia importante, abbiamo detto di cosa può essere composto un fieno, e di come può variare nel corso delle stagioni. Ma praticamente, come possiamo giudicare la qualità di un fieno quando dobbiamo acquistarlo?

I punti fondamentali da tenere in considerazione sono i seguenti:

  • Profumo:il fieno di buona qualità, e ben conservato, deve avere un buon profumo “di fieno”, aromatico, gradevole. Deve essere privo di qualsiasi odore anomalo, di qualsiasi nota “alcolica” o sgradevole. Il fieno mal conservato, ammuffito, umido potrebbe invece presentare odori sgradevoli o differenti dal normale profumo di fieno di campagna.
  • Polvere:nel sacchetto al polvere deve essere quasi assente. La presenza di una eccessiva quantità di polvere potrebbe essere segno di cattiva conservazione del fieno, presenza di muffe, eccessiva “triturazione” del fieno, con la perdita delle sue fondamentali caratteristiche fisiche. Troppa polvere potrebbe, inoltre, essere fastidiosa per il coniglio
  • Colore:dovrà tendenzialmente essere verde. Naturalmente il colore subisce delle notevoli variazioni in base alla stagione in cui ci si trova: il fieno reperibile in inverno, conservato dall’estate, avrà naturalmente un colore più giallo, ma ciò è perfettamente naturale e accettabile. Non sono, invece, accettabili i colori marroni o neri che potrebbero derivare da cattiva conservazione del fieno o presenza di muffe
  • Muffe:devono essere completamente assenti. Ci vengono in aiuto odori anomali, colori nerastri, che sono segni facilmente correlabili alla presenza di muffe
  • Ricco in fibra di buona qualità:le fibre del fieno devono essere lunghe ma sottili. Gli steli non dovranno essere troppo spessi o legnosi
  • Arricchito con fiori o essenze:se vogliamo fornire una variante all’alimentazione, il fieno per conigli nani può essere arricchito di fiori, essenze erbacee particolari, che costituiscono anche uno snack, un piccolo sfizio per il nostro coniglio

Come scegliere il fieno per conigli nani

Quale fieno per conigli nani scegliere?

Tutti i parametri sopra riportati sono utili per la valutazione e la scelta del fieno ottimale per il nostro amico coniglio. L’aspetto fondamentale è certamente quello di fornire al nostro coniglietto un fieno che sia sano, ed in questo senso l’industria del petfood, con i suoi rigorosi controlli, ci viene in aiuto. Un fieno “fatto in casa” potrebbe infatti essere essiccato e conservato in modo non ideale, sottoponendo il coniglio a rischi sanitari.

Come accennato in precedenza, ci sono moltissimi tipi di fieno: fieni di prato polifita assolutamente naturali e di alta qualità comeFienobello,fieni naturali ed esclusivamente di montagna comeErbavoglio, fieni provenienti esclusivamente dalle Alpi Italiane, ed aggiunti di fiori o essenze particolari comeAlpino. C’è solo l’imbarazzo della scelta. L’importante è che il fieno per conigli nani sia alla base della loro alimentazione!

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